Eva: quando l’amore è un’idea
Avete presente quando un autore, uno di quelli che molti definiscono un gigante della letteratura, proprio non riuscite a mandarlo giù? Ecco, nel mio caso quell’autore era Verga. Dopo aver letto Mastro Don Gesualdo e qualche sezione de I Malavoglia alle superiori, ho detto basta: tra me e il grande verista non può esserci amore, se questi sono i suoi capolavori. Ma io credo nelle seconde possibilità e, perciò, quando per l’esame universitario di Letteratura Italiana mi è stato richiesto di focalizzarmi su due libri a scelta tra una lista di diversi titoli, ho scelto proprio Eva, uno dei romanzi del periodo milanese di Giovanni Verga. Non ci crederete, ma per me quell’incontro è stato amore a prima vista. È da lì che il mio amore per i classici è maturato ulteriormente, perché in quelle cento pagine ho ritrovato una realtà non molto lontana dalla mia. In effetti, Eva per me è stato anche il cosiddetto «libro giusto al momento giusto», quello di cui avevo bisogno per comprendere una cosa molto importante: amare l’idea di una persona non significa amare quella persona. Potrà sembrarvi banale, eppure è una cosa molto più comune di quanto pensiamo, ma ci arriveremo tra poco.

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