Schiaccianoci e il Re dei Topi: un classico per tornare bambini
Come avrete sicuramente intuito dagli ultimi articoli, sono una grande amante del Natale. Un amore che coltivo fin dall’infanzia, quando mia madre, nei giorni che precedevano il 25 dicembre, coinvolgeva me e mio fratello in una miriade di lavoretti dal risultato, a dir poco, opinabile. La casa si vestiva a festa e i familiari ci sottoponevano le riviste di giocattoli, invitandoci a cerchiare quelli che più desideravamo, destinati a confluire nella letterina per Babbo Natale. Mi domando spesso se mia madre conservi ancora quelle epistole che solo più tardi ho scoperto essere, in realtà, prive di un vero destinatario. È certo, però, che da quegli anni dell’infanzia molte cose sono cambiate, Natale compreso. Per quanto mi sforzi di ricreare ogni anno quell’atmosfera magica, oggi sono abbastanza grande da riconoscere che l’incanto si è leggermente affievolito. C’è chi sostiene che sia addirittura scomparso, e io spero sinceramente di non arrivare mai a pensarla così. Non sarò mai pronta a rinunciare alla bambina che è in me: la custodisco con cura, come il più prezioso dei doni.

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