Gli audiolibri: pro e contro di un’ascoltatrice con esperienza
Per la nostra rubrica “Cose da lettori”, questo mese voglio parlare degli audiolibri e del recente fenomeno che ha visto la crescita esponenziale degli ascolti su piattaforme come Storytel, Audible, BookBeat e molte altre. Il fenomeno degli audiolibri non riguarda solo il settore editoriale, ma anche — e soprattutto — il rapporto del lettore con l’oggetto libro e con l’universo che esso contiene. Del resto, l’ascolto costituisce una modalità inedita di fruizione del contenuto di un libro, anche se in realtà si tratta di una pratica molto più antica di quanto pensiamo. Come molti probabilmente sapranno, il libro stesso, in origine, era un oggetto estremamente prezioso e non esistevano molti esemplari in circolazione. È per questo motivo che il testo era concepito per una lettura comunitaria, in cui una sola persona leggeva ad alta voce mentre il gruppo ascoltava. Poi, con la diffusione del libro e l’invenzione della stampa, la lettura si è trasformata in un’attività privata e silenziosa, certamente più intima e personale. Ma pensiamo anche a quella sterminata tradizione orale di favole, fiabe e novelle che, in ogni parte del mondo, sono state tramandate di generazione in generazione, creando un materiale nuovo e stratificato, nel cui nucleo pulsano ancora le voci degli antichi cantastorie. Io, che sin ha quando ho memoria ho sempre ascoltato con gioia le storie raccontate da mia nonna, sono un’ascoltatrice ormai ben allenata e una ferma sostenitrice del recente boom degli audiolibri, che — forse inconsapevolmente — ha fatto riemergere la dimensione originaria della lettura e che spero possa risvegliare in noi una capacità assopita da tempo: quella dell’ascolto.

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