“Il Natale è ciò che decidi che sia”: Scrooge al mio caffè di dicembre
Ormai Natale è alle porte, lo si respira dappertutto. Passeggiando per le strade, non si possono non notare le luci che ricoprono le verande dei negozi, che si arrampicano sui balconi delle case e quelle che si intrecciano tra i rami degli alberi spogli, facendoli sembrare vestiti a festa. Anche l’aria ha un profumo diverso, quello pungente dell’inverno che incombe, di foresta, che si fonde insieme all’aroma di dolci appena sfornati e caffé bollente, proveniente dalle caffetterie e dalle case. Sembra assurdo, ma se tendiamo l’orecchio, al di là del rumore dei passi e del traffico, mi sembra di sentire il rumore di tante piccole campanelle. Assurdo, lo so, eppure è questa per me la famosa “magia del Natale” (dopo Babbo Natale, si intende). Ma oggi non avevo tempo di prestare occhi e orecchie a questo spettacolo, dovevo affrettarmi se non volevo tardare al mio appuntamento speciale. Devo ammettere che ero rimasta colpita dal locale che il mio ospite aveva scelto per il nostro rendez-vous: un posto spazioso e dalle luci calde, con le decorazioni che tappezzavano ogni angolo e un inconfondibile odore di vin brulé che rendeva i clienti allegri e piacevolmente rumorosi. Sondai con lo sguardo l’intero locale finché non identificai Ebenizer Scrooge intento a parlare gaiamente con tre persone sedute ad un tavolo. Il campanello della porta che aveva annunciato il mio ingresso lo distrasse dalla conversazione e volgendo lo sguardo verso l’entrata mi vide e sorrise entusiasta. Mi venne incontro con fare pimpante e dopo una breve presentazione decidemmo di prendere posto al bancone. Lui prese una grossa tazza di cioccolata calda, mentre io chiesi un latte caldo che Ebenezer mi suggerì di aromatizzare con della cannella e del cacao. Solo dopo aver sorseggiato metà della sua tazza mi invitò a fare tutte le domande che volessi e io non mi feci pregare.

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