Da buoni bibliofili quali siamo, ammettiamolo: sotto l’albero di Natale vorremmo solo libri. Montagne di libri, più di quanti potremmo leggerne in una vita intera (chiamatemi pure esagerata e materialista, non mi importa). Nei miei sogni più reconditi immagino un immenso abete addobbato in rosso e oro, circondato da pile e pile di volumi. Poi però mi sveglio e devo fare i conti con la realtà: con la sciarpa dalla fantasia improbabile regalata da mia zia e che finirà in fondo all’armadio, o con quelle pantofole rosse che l’amica di mia madre era certa che facessero proprio al caso mio. Per non parlare dei bagnoschiuma formato viaggio che colleziono dai dodici anni, dei set di tè e tisane dall’aroma indefinito, delle creme per le mani (di cui possiedo ormai una collezione degna di chi abbia almeno venti paia di mani). E potrei continuare ancora. Eppure, tutti questi doni restano speciali ai miei occhi. Basta un pacchetto — piccolo o grande, rigido o informe — purché avvolto in carta colorata e sormontato da un fiocco sgargiante per strapparmi un sorriso immediato. Perché sono fermamente convinta che si debba essere grati a chi dedica un pensiero (oltre che i suoi soldi) per farci un dono, indipendentemente da cosa contenga.
Tuttavia, non posso negare di avere delle preferenze e di sperare sempre che quel pacchetto sia rettangolare, non troppo grande, leggero, fatto di carta… e che contenga una storia. Giusto l’altro pomeriggio, mentre parlavo di regali con un caro amico, lui mi ha confessato di essere ormai convinto che un libro sia la cosa migliore che si possa ricevere. E chi sono io per contraddirlo? Per me era già una verità assodata, ma non mi ero mai chiesta davvero il perché. Voglio dire: oltre al semplice fatto che mi piace leggere, cosa rende così speciale, per me, il gesto di regalare un libro? E badate bene, questa volta non sto parlando solo dei classici della letteratura, ma di ogni buon libro ben scritto, che sappia farci riflettere o almeno strapparci un sorriso. Così ho deciso di arrovellarmi su questa domanda apparentemente semplice, chiedendo consiglio anche ad altri appassionati lettori come me, in modo da poter arrivare alle conclusioni che sento più vere.
Innanzitutto, è necessario introdurre una piccola premessa affinché un libro possa diventare davvero un dono speciale. Per scegliere il titolo giusto bisogna conoscere almeno un po’ la persona a cui lo si regala: comprenderne i gusti, intuire cosa potrebbe piacerle o di cosa potrebbe avere bisogno in quel momento. Inoltre, non guasterebbe che chi decide di regalare un libro fosse a sua volta un lettore, o che almeno si affidasse a qualcuno che se ne intende davvero (e no, non parlo dell’AI, ma dei cari e vecchi librai). Ma torniamo a noi. Dopo una lenta meditazione e un confronto altrettanto intenso, ho capito che esistono almeno tre ottimi motivi per cui vale la pena regalare un libro a Natale ai nostri cari. Eccoli:
- Si regala una storia, un’esperienza, un divertimento:
Ogni libro che si rispetti custodisce tra le sue pagine una storia o un’esperienza. In quei piccoli scrigni di carta troviamo personaggi a cui affezionarci, ambientazioni di cui innamorarci, frasi da sottolineare e incidere nella mente, pronte da tirar fuori all’occorrenza, ora per strapparci un sorriso, ora per trarne conforto. E non sto parlando solo di narrativa: anche la saggistica ha moltissimo da offrire, prima di tutto riflessione e conoscenza. E quale dono è più utile di qualcosa che ci permette di imparare? Che si tratti di cucinare una torta alle pere, capire la geopolitica, orientarsi nel mercato delle criptovalute, conoscere l’accoppiamento delle api oppure — e qui la narrativa gioca un ruolo fondamentale — esplorare l’animo umano. E poi diciamocelo: quanto è bello quando un libro ci diverte al punto da farci sentire parte delle rocambolesche avventure dei personaggi? O quando ci appassiona così tanto da farci pronunciare la celebre promessa a noi stessi: “Ancora un capitolo e poi vado a letto”.
- È una dichiarazione, ma anche un modo per aiutarsi o conoscersi meglio:
Regalare un libro dicendo: “Ecco, ho letto questo e ho pensato a te” è, di fatto, una piccola dichiarazione d’amore (a meno che il protagonista non sia uno spietato killer: in quel caso, forse è meglio restituire il regalo e prendere educatamente le distanze dal mittente). In un presente in cui comunichiamo poco, e se lo facciamo ci esprimiamo con frasi a metà, messaggi rosicchiati e infarciti di emoji, sapere che una storia, un personaggio o anche solo un paragrafo abbia fatto pensare proprio a noi è un gesto di un valore enorme. Un libro può anche diventare un modo per conoscerci meglio: può aprire un dialogo piacevole, creare una connessione inattesa o persino un piccolo cortocircuito emotivo. E può essere un dono prezioso per chi sta attraversando un momento particolare della vita, sia esso felice o difficile. Una gravidanza, un lutto, una bocciatura, un viaggio, un nuovo lavoro, una passione che nasce… in ogni situazione abbiamo bisogno di una storia. E a volte, più di ogni altra cosa, abbiamo bisogno proprio di quella storia.
- Si regala un oggetto prezioso:
Tornando a essere la materialista che sono, regalare un libro significa anche donare un oggetto bellissimo, soprattutto quando si scelgono edizioni particolarmente curate. Oggi il mercato ne offre moltissime, e spesso a prezzi accessibili. Ma, in fondo, indipendentemente dal fatto che la copertina sia in pelle o semplicemente flessibile, quel piccolo oggetto andrà ad aggiungersi ad altri, arricchendo una collezione — in particolare una libreria. Ogni lettore è profondamente affezionato alla propria libreria: per noi è come un piccolo tempio, costruito con le nostre mani, mattoncino dopo mattoncino. È un luogo che parla di noi, di ciò che siamo stati, di ciò che saremo, dei nostri desideri, dei sogni, delle nostre paure. È una collezione fatta con amore, il risultato di una selezione difficilissima tra milioni di titoli, di una scelta.E scegliere è un verbo potentissimo. Aggiungere un nuovo tassello a quel tempio significa contribuire a ciò che siamo. Per questo, mi raccomando: scegliete con cura.
Insomma, vi ho dato o no qualche ottima idea regalo per questo Natale?
Spero di sì, altrimenti devo essere proprio negata per la pubblicità!
Martina
E tu, cosa ne pensi? Perché, a tuo avviso, un libro sarebbe un’ottima idea regalo?
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